La
giuria - composta da Jean Louis Cohen,
Zvi Hecker, Alessandra Muntoni,
Antonino Saggio, Dennis Sharp
- ha deciso all’unanimità di assegnare il premio
a Zeuler R. M. A. Lima,
autore del saggio Toward simple architecture.
Zeuler R. M. A. Lima è assistant professor presso
la Graduate School of Architecture and Urban Design della
Washington University in St. Louis. Ha insegnato presso
l’Università di San Paolo tra il 1988 e il
1996; e alla Columbia University tra il 2001 e il 2002.
Si occupa di architettura moderna (dal secondo dopoguerra
a oggi); ha scritto numerosi articoli e saggi e ha partecipato
a diversi convegni internazionali. |
Zeuler
R. M. A. Lima spiega in modo incisivo la profonda e immediata
sintonia dell’autrice con la cultura brasiliana, e
sostiene che proprio l’ibridazione tra “arquitetura
pobre” estratta dalla sensibilità della cultura
primitiva – la cosiddetta caipira, ovvero identità
contadina della zona di São Paulo – e “architettura
colta” di matrice europea conferisca alla poetica
di Lina Bo Bardi un importante valore etico e politico assolutamente
attuale. Un’ibridazione che ha come terza componente
la matrice africana della comunità di Bahia, in sintonia
con la quale la Bo Bardi finisce per oltrepassare il dualismo
tra le proprie origini italiane e la sua scelta per il Brasile,
proclamando in conclusione: “Eu sono africana”.
La Giuria ha ritenuto altresì di segnalare il saggio
di Eeva Lisa Pelkonen Eero Saarinen’s
Search for (Comunicative) Form, che interpreta il significato
della forma – per i protagonisti della generazione
cui Saarinen appartiene – come potenziale comunicativo
del linguaggio, anche prendendo spunto da uno scritto del
padre Eliel a proposito della “form-migration”;
il saggio teorico di Daniela Salvi Spazio
tra soggettività e desoggettivazione, che indaga
i processi di percezione dello spazio architettonico, valutandone
aspetti filosofici e qualità estetica; e il saggio
di Joseph Cory Realizing the Endless,
dedicato a Frederick Kiesler. |