Stefano Mais è il vincitore della XIX edizione del Premio Bruno Zevi

7 gen, 2026 | Iniziative 2025, Premio 2025

Annuncio del vincitore – Premio Bruno Zevi, XIX edizione

Il diciannovesimo Premio Bruno Zevi è stato assegnato all’unanimità al saggio Il teatro totale di Maurizio Sacripanti, autore Stefano Mais.

con le seguenti motivazioni:

Il saggio “Il teatro totale di Maurizio Sacripanti: paradigma dell’automazione dello spazio architettonico”, è sviluppato con competenza e ricchezza di riferimenti, costituisce un ottimo contributo per la conoscenza di un progetto significativo per la cultura architettonica degli anni Sessanta e in particolare per l’ambiente romano e accademico di quegli anni, tanto che l’architettura progettata, ma non premiata per la realizzazione può essere considerata un’occasione perduta.
Il testo si fonda su un’ampia conoscenza di base con riferimenti al panorama della ricerca architettonica, artistica e letteraria dell’epoca. Del saggio la Commissione ha apprezzato il punto di vista adottato, giudicato piuttosto originale e polimorfico anche grazie all’ uso molto appropriato di documentazione poco esplorata (come gli Archivi dell’Accademia di S. Luca e del Maxxi e le interviste ad esperti del settore). Il saggio ben modulato tra storia e critica tratta il tema dello spazio declinato in termini profondamente organici e vuole scardinare la visione statica dell’architettura legata alla sola funzione e all’univocità della forma. Il punto di vista privilegiato va anche oltre i canoni zeviani: non solo la qualità dello spazio, ma il tentativo, innovativo, di dare mobilità ad alcuni luoghi canonici del teatro, tramite procedimenti computerizzati, allora sperimentali. Gli spazi “rigidi” (sala e scena, ma anche quelli di raccordo come il foyer) possono diventare trasparenti, mobili, mutevoli. Emergono inoltre aspetti della figura dell’architetto Maurizio Sacripanti poco esplorati e che vanno oltre quelli puramente formali.

Biografia

Stefano Mais è architetto e ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) dell’Università degli Studi di Cagliari. È impegnato in progetti di ricerca sulle relazioni tra storia, progetto di architettura e programmazione dei contesti urbani e paesaggistici. È stato docente ospite presso l’Università di Alicante (Spagna), l’Università di Hertfordshire (Inghilterra) e l’Università di Poznan (Polonia). Autore di diversi articoli e volumi sulla storia dell’architettura, tra cui Paolo Portoghesi e la Sardegna. I teatri e la città (Gangemi, 2024), partecipa a convegni internazionali di settore e alle attività delle associazioni scientifiche Storia della Città, AAA/ITALIA e AISTARCH.

Stefano Mais is the winner of the 19th edition of the Bruno Zevi Prize

Winner Announcement – Bruno Zevi Prize, 19th Edition

The nineteenth edition of the Bruno Zevi Prize was unanimously awarded to the essay Il teatro totale di Maurizio Sacripanti by Stefano Mais.

With the following motivations:

The essay “Il teatro totale di Maurizio Sacripanti: paradigma dell’automazione dello spazio architettonico” is developed with expertise and a wealth of references, and represents an excellent contribution to the understanding of a project of great significance for the architectural culture of the 1960s, particularly within the Roman and academic milieu of that period. The architecture that was designed, though never realized, can therefore be considered a lost opportunity.
The text is grounded in a broad and solid body of knowledge, with references to the architectural, artistic, and literary research panorama of the time. The Commission appreciated the point of view adopted, which was deemed particularly original and multifaceted, also thanks to the highly appropriate use of little-explored documentation (such as the Archives of the Accademia di San Luca and the MAXXI, as well as interviews with experts in the field).
The essay, skillfully balanced between history and criticism, addresses the theme of space in deeply organic terms and aims to dismantle the static view of architecture tied solely to function and the univocal nature of form. The privileged perspective goes beyond Zevian canons as well: not only the quality of space is considered, but also the innovative attempt to give mobility to certain canonical areas of the theatre through computerized processes that were experimental at the time. “Rigid” spaces (the auditorium and the stage, as well as transitional areas such as the foyer) can become transparent, mobile, and mutable.
Finally, the essay brings to light lesser-known aspects of the figure of architect Maurizio Sacripanti that go beyond purely formal considerations.

Biography

Stefano Mais is an architect and researcher at the Department of Civil, Environmental, and Architectural Engineering (DICAAR) at the University of Cagliari. He is involved in research projects focused on the relationships between history, architectural design, and the planning of urban and landscape contexts. He has been a visiting professor at the University of Alicante (Spain), the University of Hertfordshire (England) and the University of Poznań (Poland). He is the author of several works, including Paolo Portoghesi and Sardinia: The Theaters and the City (Gangemi, 2024). He participates in international conferences in his field of research and in the activities of the scientific associations Storia della Città, AAA/ITALIA and AISTARCH.