
Mostra promossa dalla Fondazione Bruno Zevi in collaborazione con: 13 dicembre 2004 – 30 gennaio
2005 Da martedì a domenica ore 11.00-19.00. Lunedì chiuso. |
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| “Quarant’anni
di attività, tesa di decennio in decennio ad appuntamenti regolarmente
mancati con la cultura italiana; Quarant'anni di attività, tesa
di decennio in decennio ad appuntamenti regolarmente mancati con la cultura
italiana; ogni volta in ritardo per distrazione, per malizia, per ignavia...Hanno
fatto eccezione pochi intelligenti, e sono architetti: Frank Lloyd Wright,
Max Bill, Giuseppe Samonà, Carlo Scarpa, Bruno Zevi, Ignazio Gardella,
Franco Albini, Egle Trincanato e, venuto a Venezia negli ultimi mesi della
sua vita, Le Corbusier. Non si può superare così lo stupore,
pari solo al grande silenzio che isola tanto fervore di pensiero, di opere,
di magistero instancabile, di autentica, sofferta, generosa umanità.
Così scrive Giuseppe Mazzariol, attento esegeta di Mario Deluigi,
in occasione della mostra dell'artista alla Fondazione Querini Stampalia
di Venezia nel 1966. Quei pochi intelligenti sono i colleghi dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), a Palazzo Giustinian di San Trovaso, dove Deluigi è chiamato a insegnare Scenografia nel 1946 e dove rimarrà fino al 1971, trasferendovi il suo studio. Il sodalizio con Carlo Scarpa è in realtà precedente: risale agli anni giovanili all'Accademia di Belle Arti, prosegue con la realizzazione nel 1929 del mosaico Il bagno, con numerosi arredamenti, come quello per la casa di Ferruccio Asta nel 1931, segnalato da Edoardo Persico in "La Casa Bella", e per la mostra di Arturo Martini alla Biennale del 1942. L'amicizia fraterna con Bruno Zevi e la collaborazione con il corso di Storia dell'architettura da lui tenuto alla IUAV dal 1948 al 1964, trovano invece un momento fondamentale di verifica nel 1964, in occasione della celebrazione del quarto centenario della morte di Michelangiolo al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Deluigi pilota infatti gli studenti nella costruzione di plastici critico-visuali che restituiscono l'eresia spaziale delle opere michelangiolesche. Anche quando Deluigi lascerà lo IUAV per altre avventure didattiche, la collaborazione con gli architetti resterà costante, come attestano i mosaici per la centrale idroelettrica di Somplago, la partecipazione a piani regolatori e ai congressi di urbanistica. Una collaborazione fruttuosa e stimolante perché radicata nello specifico pittorico, coltivato da Deluigi nel corso di un intero secolo. Mario Deluigi nasce infatti a Treviso nel 1901; il primo maestro all'accademia, Ettore Tito, gli addita la via di una luce antinaturalistica, mentre l'incontro con Gino Severini, nel 1926 tramite Scarpa, è decisivo per il passaggio, tra il 1929 e il 1935, al cubismo. Di tale poetica Deluigi offre però una declinazione originale: non anela infatti alla scomposizione bidimensionale, ma alla resa dello spazio tridimensionale oltre la rappresentazione mimetica. L'indagine si avvale, dal 1941, di un interlocutore privilegiato come Arturo Martini, chiamato alla cattedra di Scultura all'Accademia di Belle Arti. |
Tra il 1944, quando espone nella prima personale a Il Cavallino,
la prestigiosa galleria diretta da Carlo Cardazzo, e il 1954, quando
approda alla straordinaria stagione dei grattages, Deluigi attraversa
diversi periodi: quello "fisiologico", dove masse astratte,
fluttuanti, fortemente chiaroscurate, si muovono ormai libere dalle
coordinate spaziali tradizionali; gli Amori, dal 1950, dove le stesse
masse si aprono e dissolvono sul piano: senza appiattirsi né
insterilirsi, traducono la tridimensionalità plastica in quella
luminosa e cromatica. L'incontro, proprio attraverso Cardazzo, con
Lucio Fontana e lo Spazialismo, alla galleria Il Naviglio di Renato
Cardazzo a Milano, è decisivo. |
La mostra, allestita dall'architetto
Maurizio Di Puolo, sarà composta da circa cinquanta quadri. La mostra è stata prorogata fino al 30 gennaio 2005 L'inaugurazione della mostra avrà
luogo il 13 dicembre 2004 alle ore 12,00, come momento centrale del
convegno sull'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, presso
il Complesso monumentale San Michele a Ripa Grande, Ex Carcere Minorile,
a Roma. |
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