Frank Gehry a Gerusalemme

Non potevamo incontrarci a Los Angeles o a Roma - che senso avrebbe avuto? Gli dico: «Lei è l'architetto che più mi interessa e attrae, oggi al mondo». Il
Premio WoIf 1992 risponde affermando che la lettura dei miei libri è stata fondamentale per lui:
“Architecture as Space” quando era studente, “The Modern Language of Architecture” più tardi, ma specialmente i saggi raccolti in “Bruno Zevi on Modern Architecture” da Andrea Oppenheimer Dean. «L'ho divorato, l'ho ingerito tutto d'un fiato.. Non volevo, non potevo interrompere. Mia moglie me lo ha strappato dalle mani perché la cena era pronta».
«E Wright che ruolo ha avuto nella sua formazione, che ruolo ha adesso?» «Un ruolo decisivo, e crescente». «Ma lo ha conosciuto?» «No, e me ne pento. È successo questo. Viaggiavo con la famiglia verso la California, quando ho deciso di sterzare verso Phoenix, Arizona, proprio per incontrare Wright. Una digressione faticosa, compiuta con giovanile entusiasmo. Ebbene, giungiamo finalmente a Taliesin West.
All'ingresso mi chiedono un dollaro per entrare. "Al diavolo!", pensai e tornai indietro».