Partito Radicale

Quando Bettino Craxi, Claudio Martelli e Rino Formica cominciano a parlare del liberal-socialismo di Carlo Rosselli, mi precipito alla sezione Salario per iscrivermi al Partito Socialista Italiano. Dico: se c'è anche una sola possibilità su mille bisogna rischiare. Devo riconoscere che la possibilità non c'è, almeno non la trovo. Una politica urbanistica? Una politica per il Piano Regolatore di Roma? Una politica universitaria? Una politica per le televisioni private? Nulla. Ottimi discorsi, ottimi ordini del giorno, zero di fatto.
L’incontro con i radicali avviene sull'università (si veda il discorso tenuto al congresso radicale del 1979) e sulla Teleroma 56. Ho offerto la Teleroma 56 a Formica e a Martelli; l'hanno snobbata. I radicali invece ne colgono l'importanza, la potenziano, ne fanno uno strumento tuttora di grande rilievo. Con Marco Pannella c'è da anni un rapporto di profonda amicizia. Non ci vediamo mai, scambiamo idee con difficoltà, quasi con pudore, ma per un lungo periodo marciamo all'unisono.

Un partito già nuovo e diverso

Mi sono iscritto al Partito Radicale per almeno quattro motivi:
1. coerenza ideologica. Il mio itinerario parte dal movimento “Giustizia e Libertà” di Carlo Rosselli, prosegue con il Partito d’Azione, con il gruppo “Azione socialista” e con “Unità Popolare”, ed approda nell’alba liberal-socialista del Psi. Che differenza c’è fra liberal-socialismo e radical-socialismo?
2. Affinità caratteriale. Ho partecipato a quasi tutte le lotte radicali, dai referendum alla Teleroma 56. L’immediatezza, lo slancio, l’ottimismo disperato delle battaglie radicali trovano una profonda risonanza nel mio temperamento.
3. Spinta emotiva. Sono amico di Pannella, Sergio Stanzani, Massimo Teodori e molti altri leaders radicali da anni ed anni. Voglio essere più vicino a loro.
4. Emergenza attuale. Convinto ancor oggi che lo scioglimento del Partito d’Azione fu un errore grave per la democrazia italiana, auspico che il Partito Radicale non lo ripeta nel suo prossimo congresso. La posizione di Pannella è ideologicamente, politicamente e psicologicamente giustificata, ma dobbiamo convincerlo che l’Europa non può fare a meno di lui e dell’apporto radicale.