Danilo Dolci

"Cronache di Architettura" volumi I-II-III

Laterza, Bari 1971

Le “Cronache” di Zevi, architettura settimanale

"Corriere della Sera", 31 ottobre 1971, Franco Borsi

Si suole considerare che l’incidenza di libri costituiti da raccolte di articoli sia relativamente modesta anche quando il nome dell’autore gode di una certa fortuna e garantisce di per sé stesso l’aspetto diffusionale. Oppure quando la qualità stilistica, le preziosità da “elzeviro” sembrano garantire la resistenza al tempo al di là di quelle che si dicono le “occasioni militanti”. Un’autentica eccezione a questa regola è costituita dalle “Cronache di architettura” di Bruno Zevi di cui sono usciti nell’Universale Laterza i primi tre volumi (dalla scomparsa di Le Corbusier all’Habitat di Montréal, pp 692 lire 2300; dalla ricostruzione di Gerusalemme agli scioperi generali per la casa, pp 824 lire 2300; Indici pp 237 L. 1500) e la cui collana completa prevede altri cinque volumi a copertura del decennio ‘55-’65.
Già durante l’unica interruzione della rubrica di Zevi su “L’Espresso”, in coincidenza con la guerra di Israele, fu notato come si sentisse la mancanza di un autentico servizio documentario nel campo dell’architettura e dell’urbanistica che desse un quadro completo dei problemi del settore: da quelli della storia dell’architettura alla documentazione degli edifici più significativi sorti nel mondo ai problemi figurativi di arredamento e design alla battaglia per il verde, alla difesa ambientale e al restauro, ai rapporti su mostre, congressi e concorsi, a interventi più strettamente polemici ed occasionali di politica urbanistica, agli aspetti legislativi.

Uno stile incisivo

Se si considera che nel campo dell'editoria la diffusione di un migliaio di copie per libri di architettura ed urbanistica è già un successo, che la stampa quotidiana, salvo le polemiche locali o il filone della denuncia per le deturpazioni paesistiche o i centri urbani, non registra in modo sistematico -salvo rare eccezioni- una problematica di proposta e di intervento in questo campo, si può ben dire che la rubrica di Zevi sia stata la più solida testa di ponte della cultura architettonica sull'opinione pubblica. Ciò si deve alla continuità e alla completezza del panorama offerto; ma si deve anche al carattere stimolante, allo stile tagliente e incisivo, alla capacità di registrare e di prendere sul serio, salvo rare omissioni, anche eventi minori o pubblicazioni che vanno appena al di là della comune ricerca universitaria, ma che nel loro complesso assumono un preciso valore e danno l'idea di un importante contesto culturale.
Si potranno rilevare pezzi più o meno felici, si potrà consentire più o meno alle tesi specifiche, alle valutazioni critiche, ma ciò che rende indubbiamente preziosa questa raccolta di “Cronache di architettura” è appunto questa instancabile aggressività documentaria e presenza polemica.
In un momento in cui la tormentata crisi delle Facoltà di architettura e della stessa tavola di valori sulla quale si era pure faticosamente costruita ed affermata la figura dell'architetto nel mondo contemporaneo danno l'avvio ad una campagna di facile svalutazione e denigrazione, questo libro costituisce anche una opportuna efficace risposta.
A chi si domanda o meno chi è l'architetto oggi e che cosa fa, quali sono i suoi problemi specifici, consigliamo di sfogliare questi libri. Soprattutto gli Indici.