Studio professionale A/Z, con Errico Ascione e Vittorio Gigliotti
QUARTIERE INA-CASA
"PASTENA", SALERNO. Con Italo Balletti, Maria Calandra, Antonio
Di Carlo, Lisa Ronchi e Luciano Rubino. Un «vermicone» aperto,
che risucchia lo spazio qualificandolo, e preme sull'intorno animandone l'insipido
vuoto suburbano.
PROGETTO PER PONTE GARIBALDI, ROMA. Con Carlo Cestelli Guidi, Antonio Di Carlo,
James Ferris, Domenico Gentiloni Silverj e Myron Goldsmith. Disegno modernissimo,
che tuttavia utilizza la pila centrale esistente abbassandola a una quota
appena sollevata rispetto al fiume. Archi a superfici rigate, impalcato in
precompresso che si prolunga fino a poggiare sui muraglioni affrancati dalle
mediocri «spalle».
La cadenza romana è data dal peso figurativo dei «vuoti»
incorniciati dagli elementi strutturali: sono gli spazi che determinano la
«solidità» del ponte, come accade negli esempi antichi.
A questa ardita soluzione è stato preferito il consolidamento dell'attuale,
goffo ponte, perdendo così l'occasione di inverare, nel centro di Roma,
un gesto di qualità.
PIANO REGOLATORE DI PERUGIA.
Con Mario Coppa. La metodologia di Montagnana applicata a una città
non-murata, diramantesi sul territorio. La tutela del centro storico è
garantita da una strategia periferica che prevede una nuova direzionalità,
oggetto, anni dopo, di un grande concorso internazionale promosso mediante
la pubblicazione delle tavole Messaggi Perugini.
STAZIONE FERROVIARIA DI NAPOLI CENTRALE.
Con Bruno Barinci, Massimo Battaglini, Corrado Cameli, Mario Campanella, Carlo
Cocchia, Giulio De Luca, Marino Lombardi, Pier Luigi Nervi, Luigi Piccinato,
Giuseppe Vaccaro, Ugo Viale. Frutto di tre progetti premiati ex aequo nel
concorso del 1955, malgrado le invadenze della burocrazia statale e le pecche
dell’esecuzione strutturale, comunica l'intenzionalità originaria:
non un fabbricato, ma una piazza coperta che consente un fluido scambio fra
treni e città.
Il grattacielo a tre braccia, curato particolarmente da Giuseppe Vaccaro,
vitalizza l'inerte slargo antistante con un accento verticale, asimmetrico,
coagulo visuale anche per le strade limitrofe. Dopo le stazioni di Firenze
e di Roma, un ulteriore contributo alla battaglia contro il monumentalismo
e lo spreco che caratterizzano gran parte dell'edilizia pubblica italiana.
BIBLIOTECA ”LUIGI EINAUDI” DOGLIANI. Con lo Studio A/Z e la collaborazione
di Nello Renacco, Ruggero Altavilla e Michele Pagano. Di notte e di giorno,
una promenade tra i libri scesi finalmente in strada e disponibili a tutti.
Struttura metallica integralmente prefabbricata eseguita a Napoli sotto la
supervisione di Vittorio Gigliotti: un prototipo di biblioteca popolare, ubicabile
in qualsiasi viale o piazza. Immagine dichiaratamente wrightiana nell’esistenza
delle orizzontali, negli sfalsamenti parietali, negli incastri e negli angoli
indentati. Eppure, nessuno rileva questa franca ispirazione al linguaggio
del genio americano; forse perché, essendo cosciente in ogni fibra,
risulta spontanea. All'inaugurazione sono presenti Giulio Andreotti, Giuseppe
Pella, Giuseppe Medici, Giacinto Bosco, Cesare Merzagora e, naturalmente,
moltissimi autori della casa editrice Giulio Einaudi, tra i quali Carlo Levi.