Liceo "Tasso"
Mario Alicata

Circolo Giovanile di Cultura Moderna

La mia vita comincia a 16 anni, nel 1934, quando entro nel liceo "Tasso" di via Sicilia a Roma. Comincia esattamente venti anni prima della rubrica di "Cronache" e de "L'Espresso".
Questi venti anni sono fondamentali per la mia formazione, includono la cospirazione antifascista, l'emigrazione in Inghilterra e negli Stati Uniti, la fondazione dell'Associazione per l'Architettura Organica, i miei libri, dal primo, "Verso un'architettura organica" del 1945 a "Saper vedere l'architettura" del '48, alla "Storia dell'architettura moderna" del 1950, il primo periodo dell'insegnamento universitario.
Comprendono eventi meravigliosi, come la visita di Frank Lloyd Wright in Italia nel 1951 o l'esaltante campagna elettorale del 1953 contro la cosiddetta «legge truffa».
Questi anni voglio raccontarli io stesso, brevemente.
Roma, Liceo Tasso, autunno 1934. È il primo giorno di scuola. Mi siedo su un banco. Poco dopo, si siede vicino a me un ragazzo che dice "venni da Palermo".
Con Mario Alicata siamo stati compagni di banco per tre anni, durante i quali ci siamo incontrati quasi tutti i pomeriggi e le sere. È stato il mio grande amico. In una sezione parallela alla nostra c'era Paolo Alatri. Un anno prima di noi, Vittorio Mussolini e Ruggero Zangrandi. Un anno dopo, Bruno Mussolini.
Con Alicata e Alatri decidiamo di fondare il Circolo Giovanile di Cultura Moderna. Riunioni settimanali in casa Alatri in via Paisiello, nella mia casa di via Nomentana, o in casa Alicata in via Giulio Cesare.
Temi: "Il giornalismo tra i giovani", "Lo stato della letteratura", "Il cinema, oggi", "L'architettura, oggi", ecc. Nulla di specificamente politico. Ma il fatto stesso di organizzare dibattiti in modo indipendente, sia dalla scuola che dalle organizzazioni fasciste, era sintomatico di un'eresia. Tanto è vero che, dopo sei o sette mesi, la polizia fascista ci comunica che, per riunioni con più di venti persone, occorre ottenere un permesso. Sono gli anni della guerra d'Africa, dell'attacco all'Etiopia, della proclamazione dell'Impero. Il nostro circolo non ha affrontato nessuno di questi eventi, quasi non esistessero.