I Quaderni Italiani
Non sapevo che
fare, e quindi decisi di fare i “Quaderni” anche da solo. Trovai
subito la solidarietà di Aldo Garosci, Enzo Tagliacozzo, Renato Poggioli
ed altri. Mi fu a fianco Mario Salvadori. I “Quaderni Italiani"
furono quattro. Il primo si apriva con un documento liberalsocialista del
gruppo Capitini-Calogero pervenutoci dall’Italia. C’era poi un
capitolo nella Vita di Carlo Rosselli che Aldo Garosci stava scrivendo. Più
ricco il secondo “Quaderno” contenente un profilo della lotta
operaia e del Partito Comunista, inviatoci da Leo Weiczen-Valiani che viveva
in Messico. Il terzo “Quaderno”, il più consistente anche
per numero di pagine, era interamente dedicato alla partecipazione italiana
alla guerra per la libera Spagna. Ho speso settimane di lavoro alla Public
Library di New York, consultando vecchi giornali dell’emigrazione italiana
a Parigi per ricostruire i nomi dei caduti in Spagna.
Il quarto “Quaderno” infine uscì quando avevamo già
attraversato l’Atlantico. Fu redatto da mia moglie Tullia con qualche
collaboratore.
Per chiudere la storia dei "Quaderni Italiani", va detto che venivano
stampati in due versioni: una normale, per l’emigrazione e una leggerissima,
in carta di riso, senza copertina, destinata alla diffusione clandestina in
Italia, attraverso l’Intelligence Service.